Valutazione dei pericoli con il metodo del Governo dell’energi

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Studio metodologico innovativo:
La valutazione del rischio basato sull’energia
Posseduta da un Sistema

Nel 2012 a seguito di un bando di ricerca della comunità europea, con l’assistenza di mio figlio Pierluca e di Cristian Mannino, ho potuto guidare e realizzare una ricerca per pubblicare una nuova metodologia di esecuzione della valutazione del rischio, che era chiusa nel cassetto da 15 anni.L’idea della ricerca si basava sul fatto che il danno si manifesta quando l’energia che continuamente ci avvolge non è ben governata.Già alla fine del 1998, ero arrivato alla considerazione che l’energia è classificabile in solo 8 forme Primarie (madri). A ciascuna forma di energia primaria erano collegate le energie specifiche omogenee che declinavano le diverse sfaccettature originarie.L’entusiasmo era grande perché materializzava uno dei miei obiettivi che stavano alla base del nuovo metodo.Con 24 lettere dell’alfabeto latino, vocali e consonanti, nascono diversi linguaggi: italiano, francese, spagnolo, tedesco, inglese. Sempre con le 24 lettere si generano migliaia di parole e si scrivono migliaia di testi letterari. Nella mia idea iniziale le vocali corrispondevano alle energie primarie e le consonanti alle energie specifiche.Mettendole assieme avrei costruito una metodologia di valutazione del rischio, non più empirica, basata sull’esperienza del valutatore, bensì organica e ragionata.

Il progetto sviluppato a cavalo del 2012-13 si e concluso felicemente, ha dimostrato che questa metodologia di valutare il rischio partendo dall’analisi delle energie presenti in un qualsiasi sistema di vita o di lavoro, per quanto fortemente innovativa dava tutte le risposte della metodologia classica e andava oltre, aprendo nuovi orizzonti ancora non esplorati in modo pratico.

 La funzione dell’Energia negli ambienti di vita e di lavoro

L’Energia
Siamo immersi in un campo di energia, la vita si esprime grazie ad essa. L’energia non è soltanto entropia ma qualcosa di molto più complesso per la quale ed intorno alla quale si muovono ed agiscono tutte le creature viventi, da quelle che impropriamente definiamo “inanimate” a quelle “animate”. Incluse in questa definizione sono anche le creature sociali come la famiglia e le nazioni e tutti i raggruppamenti sociali.

I corpi celesti del cosmo ed i corpi sociali come le nazioni si muovono, agiscono ed operano in funzione dell’energia che possiedono.

Lo studio dell’energia è affascinante e ancor di più lo sono le implicazioni nel campo della tecnologia. Molti sono entusiasti di questa capacità dell’uomo di applicare le conoscenze acquisite dalla scienza. Molti vedono nella tecnologia la realizzazione massima dell’intelligenza umana e pensano che la tecnologia nasca esclusivamente dal progresso scientifico. Pochi invece si rendono conto che il vero, grande obiettivo della tecnologia, è quello di rendere sicure e quindi fruibili in sicurezza le scoperte scientifiche. Proprio per merito della tecnologia della sicurezza la società oggi si è maggiormente sviluppata con l’esplosione della civiltà post rivoluzione industriale.

Vediamo da vicino e solo in modo ultra sintetico alcuni casi in cui tecnologie più o meno semplici hanno permesso grandi sviluppi socio economici.

Il motore a scoppio
L’energia che si sprigiona attraverso il fenomeno dell‘esplosione è considerato una delle più violente forme di energia. Eppure nessuno considera prodigioso il fatto che in una autovettura avvengono in media 80 esplosioni di carburante al minuto per ciascun cilindro. Questo è possibile grazie al fatto che la tecnologia moderna ha reso gli impianti dei motori a scoppio molto “Sicuri”.

L’energia elettrica
Stessa cosa posiamo dire della energia elettrica alternata a 220 Volts, che è capace di uccidere una persona di robusta costituzione in pochissimi secondi. Eppure tutte le case, gli uffici, le industrie utilizzano con irrisoria facilità l’energia elettrica. Anche in questo caso la tecnologia attuale consente di realizzare ciò solo in virtù dei sistemi di sicurezza che vanno dal banale ma efficace rivestimento in filo isolante all’interruttore elettronico differenziale con soglia di 0,030 ampere. Al contrario citiamo in modo ultra sintetico alcuni casi in cui la mancanza di tecnologie della sicurezza non ha permesso grandi sviluppi socio economici.

Reattore atomico senza radioattività
Gli scienziati moderni sono in grado di realizzare sulla terra la stessa reazione di fusione nucleare del Sole. Un atomo di Elio che si rompe in due, genera due atomi di Idrogeno ed una immensa quantità di calore priva di radioattività. Ciò fornirebbe all’umanità una fonte straordinaria di energia a buon mercato. Ma un impianto del genere non può essere costruito per il semplice fatto che la temperatura che si sprigiona dalla reazione di scissione dell’Elio ed i due atomi di idrogeno, è di diversi milioni di gradi centigradi. Con le attuali tecnologie siamo in grado di gestire una temperatura appena inferiore a diecimila gradi centigradi. Per questo motivo la ricerca nella direzione di avere sulla terra il cosiddetto “Fuoco Buono” è tutta concentrata sulla sicurezza.

Definizione di Pericolo e Rischio classici

Nella terminologia tecnica della sicurezza, i termini Pericolo e RISCHIO sono i più utilizzati, è bene quindi declinarli immediatamente in modo da conoscerne bene l’uso.
Diamo le definizioni contenute nell’art 2 del D.Lgs n° 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza):
P) «pericolo»: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni;
R) «rischio»: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione;

 Con l’aiuto dei pittogrammi vediamo l’icona del pericolo simboleggiata della MEDUSA, essa nella presente trattazione, rappresenta la massima capacità della “proprietà intrinseca della sostanza o del determinato fattore” a causare danni.
Per arrivare al Rischio, definito nella sua enunciazione più semplice come il prodotto tra la gravità del danno atteso dal pericolo presente, riferito alla frequenza attesa nel tempo:

R= G x P

Dove
R= Rischio
M= Magnitudine della gravità attesa
P=Probabilità della frequenza di accadimento del fenomeno

occorre che introduciamo i concetti di:

“gravità del danno atteso” (simboleggiato dall’icona del braccio che può essere ferito interamente o meno) in questo caso la massima capacità del danno è poco inferiore al 50% della massima gravità possibile
Parallelamente introduciamo il concetto anche di “Probabilità attesa” (simboleggiata dall’icona dell’orologio che mostra la frequenza di accadimento del fenomeno che reca danno) ) in questo caso la massima capacità della frequenza è poco inferiore al 50% della massima frequenza possibile

Il rischio è senza dubbio la parola che esprime la sintesi di un fenomeno al quale tutti siamo sensibili in quanto riguarda la nostra incolumità e sicurezza. Il rischio però non è il vero attore del fenomeno che reca il danno, bensì la risultante delle due forze che lo compongono. Abbiamo visto che nella espressione più semplificata il rischio è direttamente proporzionale alla gravità (magnitudine) del danno atteso ed alla frequenza dell’evento.

La gravità del danno atteso a sua volta è una funzione del Pericolo presente nel sistema considerato.
Infatti, parafrasando il concetto espresso dal legislatore possiamo definire il Pericolo come la capacità di produrre danno posseduta da un sistema.

Il nostro studio è concentrato sulla ricerca del fenomeno collegato alla gravità del danno atteso. Nel presente studio siamo molto concentrati a capire tutto ciò che concerne il Pericolo. Siamo certi che sul pericolo dobbiamo scoprire molte relazioni che fanno meglio comprendere il Rischio.

Nella letteratura tecnica sulla sicurezza, molto è stato scritto sui criteri per eseguire una corretta valutazione del rischio e sui fattori che ne influenzano l’analisi. Gli studi sono incentrati sulla identificazione dei “Fattori di rischio” in quanto essi portano i “Pericoli” che in funzione principalmente della gravità e della frequenza influiscono sull’analisi e sulle conclusioni. Nella maggior parte delle pubblicazioni il pericolo viene spesso trattato in modo fortemente sintetico, sino al punto di darne la sola definizione per grande soddisfazione di autorevolezza didattica. Come dicevo la maggior parte dei lavori sono concentrati sui cosiddetti “fattori di rischio” e sulla metodologia per risalire dagli stessi alla valutazione del rischio.

Questo lavoro parte da una prospettiva diversa. Considerato che il danno atteso è generato sempre da un pericolo presente nel sistema, mette gli stessi pericoli al centro dello studio. Nelle pagine del libro sono esaminate diverse sistemi funzionali per comprendere da quali fenomeni si generano i pericoli, quali forze diversificano i vari danni attesi. Ci si chiede se i pericoli sono tutti riconducibili alle sole forze di natura fisica o se nel complesso fenomeno di studio del danno atteso entrano anche altre forze. Da questa ricerca dell’origine dei pericoli, si scopre che gli stessi sono identificati in funzione della energia che li genera.  Inizia quindi un viaggio breve ma fortemente inesplorato che correla l’energia ai pericoli Considerato che ogni tecnico che si accinge ad eseguire la valutazione dei rischi presenti in un contesto operativo si trova sempre davanti al dilemma e si interroga chiedendosi se sarà capace di identificare tutti i rischi presenti come chiede correttamente il legislatore, nel libro viene espressa una metodologia di azione di tipo qualitativa esauriente ed analitica.

Riprenderemo questo argomento più avanti nel testo per correlarlo dopo una serie di constatazioni e scoperte oggetto dello studio.

Una ipotesi di lavoro: ricercare il rischio tramite il Governo dell’energia

Questa ricerca parte dal fatto che la sicurezza consiste anche nel “Governare” l’energia meccanica posseduta da un sistema. Ci si chiede se questa energia é una entità universale.

Tutti i fenomeni accadono per l’intervento di una o più forme di energia.

A questo punto occorre ricercare ed individuare le forme di energia che interagiscono in un sistema di cose. Nella chiara speranza che questa ricerca approcci ad una facile gestione degli elementi in modo da non risultare complessa. Le idee semplici sono sempre le migliori

L’Energia è intorno e dentro tutte le cose

A questo punto è necessario fare luce su una affermazione che risulta fondamentale per la comprensione del fenomeno in studio: Le forme di Energia governano il rapporto tra tutte le entità presenti nel Cosmo ed in modo specifico quelle presenti nell’ecosistema della Terra

Tutto è avvolto si esprime e vive grazie alle forme di Energia posseduta. Ogni entità, sia essa semplice o estremamente complessa come una “Nazione”, vive perché possiede “Energia”. L’Energia è intorno e dentro a tutte le forme di vita, animate e inanimate

Enunciato 1- Le forme di energia possono produrre Lavoro Positivo e di conseguenze produrre un bene, altrettanto possono produrre Lavoro Negativo con conseguenze di danno.

 Conseguenza del primo enunciato

Il confine tra Lavoro Positivo e Lavoro negativo (o di Danno) è determinato esclusivamente dal governo dell’energia presente in un sistema


Forme dell’energia primaria

Per l’uomo è cosi naturale il contatto con le diverse forme di Energia che non presta molta attenzione al fatto che qualunque cosa accada sia in natura o per intervento umano, è possibile solo e tramite l’Energia presente spontanea o utilizzata dall’ingegno umano. Purtroppo l’uomo si interessa all’Energia ed accenna a prenderla in considerazione solo quando avverte intorno a sé uno scompenso. Questo modus vivendi così diffuso ci consente di introdurre il secondo principio fondamentale:

Le forme di energia possono determinare “Lavoro Positivo” con conseguenze produttive o “Lavoro Negativo”, con conseguenze dannose. Il confine tra lavoro positivo e lavoro negativo (dannoso) è determinato dal modo con il quale si governa l’energia”.

Sono Individuate 8 famiglie di Energie primarie

 

Tutti i fenomeni accadono per il tramite e la presenza singola o combinata di queste 8 forme di energia primaria. L’uso dell’energia richiede che la sua forza sia tenuta costantemente sotto controllo altrimenti invece di produrre “Lavoro positivo” conseguenza attesa, produce “Lavoro negativo” conseguenza non attesa e terribile in quanto arreca uno o più danni.
Durante l’uso e la manipolazione, l’energia, per produrre lavoro positivo, ha bisogno di essere governata, controllata ed incanalata. La perdita di controllo dell’energia contenuta in una qualsiasi sistema o operazione determina un suo scantonamento, di conseguenza un indirizzo non voluto che inevitabilmente produce un danno

Enunciato 2- Esistono sei forme di energia primaria fisica e due forme di energia primaria intellettiva

Le prime 6 forme di energia primaria sono di tipo “Fisico” le ultime 2 sono di tipo “Intellettivo”. Più avanti vedremo che questa distinzione nel funzionamento delle varie forme di energia ci guiderà in una chiara scoperta scientifica già suffragata dalla pratica quotidiana.

Enunciato 3- In ogni sistema funzionale le 8 forme di energia primaria si presentano sempre mescolate e mai da sole.

Possiamo affermare che le 8  energie primarie costituiscono, o meglio sono paragonabili alle vocali dell’alfabeto. A loro volta, ciascuna delle energie primarie si suddivide in diverse forme di energie specifiche, che mantengono un forte legame con la fonte primaria. In effetti si differenziano in modo chiaro solo  nella azione  funzionale. Possiamo affermare che le circa 80 energie specifiche costituiscono, o meglio sono paragonabili alle consonanti dell’alfabeto

 In ciascuna delle 8 energie primarie sono contenute le energie specifiche
Enunciato 4- A ciascuna energia primaria corrisponde una famiglia di energie specifiche che conservano la matrice di quella primaria

Parleremo diffusamente delle energie specifiche e delle loro influenze in un sistema di vita più avanti.

Individuazione del Pericolo e del lavoro negativo
Ci siamo chiesti se il comportamento dell’energia in un sistema è sempre costante

L’energia è alla base della vita. Il suo corretto governo porta “benessere”. L’errato governo porta alla concretizzazione del pericolo e del conseguente “danno”. Come tutti gli aspetti che concorrono allo stato delle cose così come attualmente esistente, l’energia si esprime in forma duale. Come alla luce corrispondono le tenebre, al giorno la notte, al bene il male, al bianco il nero, anche nell’energia esiste il dualismo. In un sistema in cui si utilizza una energia o più energie per produrre lavoro, non tutta l’energia viene incanalata nel lavoro produttivo. Rimane sempre nel sistema una componente dell’energia che produce lavoro negativo o di danno.

Enunciato 5- La componente dell’energia che produce lavoro negativo o di danno  la conosciamo da sempre con il nome di “Pericolo”

Fatta questa premessa molto importante siamo, in condizioni di affermare che

Enunciato 6- Nella gestione dell’energia di un sistema produttivo, l’esercizio più importante consiste nel tenere bassissima o azzerare la componente energetica che produce lavoro negativo o pericolo

Il pericolo è un insieme di energie incontrollate o non governate possedute da un sistema funzionale in grado di recare il danno atteso.

Individuazione dei contenitori dell’energia

L’energia è contenuta in tutti i sistemi viventi o industriali che in qualsiasi modo possiedono la capacità di produrre lavoro. L’energia è intimamente legata in modo naturale a tutti i sistemi che la posseggono, in quanto gli stessi esistono e vivono perché possiedono una o più forme di energia. Considerato che l’energia produce costantemente, oltre al lavoro produttivo, anche lavoro negativo, ovvero Pericolo (vedi risposta alla domanda n° 2), possiamo affermare che i contenitori di energia in effetti altro non sono che contenitori di pericolo. L’energia che produce pericolo è trattenuta quindi spontaneamente nei suoi contenitori e si sprigiona con velocità più o meno elevata per invadere sempre l’insieme che la contiene e quelli circostanti.
I contenitori dell’energia sono “Generatori di pericolo” o “fonti di Rischio” come li definisce il legislatore, che possono essere raggruppati in una grande famiglia

Famiglia dei Generatori di Pericolo Primari


Enunciato 7- L’energia è legata al generatore di pericolo in modo intrinseco e indissolubile. L’energia dà il potere di agire al generatore di pericolo. L’uno esiste perché esiste l’altro

Dove si scarica la componente negativa dell’energia,
che produce “lavoro negativo”

La componente dell’energia che produce lavoro dannoso, si scarica nell’insieme in cui la stessa si manifesta ed agisce. Identifichiamo queste componenti dell’insieme come parti esposte

Parti Esposte


Il corpo umano è la parte maggiormente esposta ai pericoli in quanto l’uomo entra in tutti i sistemi energetici, egli stesso è il più mirabile sistema energetico. L’ambiente, i beni e le aree limitrofe completano la famiglia delle parti esposte.

Le parti esposte al Pericolo
La parte esposta di un sistema è una entità fisica a contatto col generatore di pericolo, quindi con l’energia posseduta dallo stesso, In caso di mancato governo dell’energia, la parte esposta riceve un danno immediato (lavoro negativo).

Con quali sistemi la componente negativa dell’energia “lavoro negativo” può essere ridotta, mitigata, o azzerata

Abbiamo affermato che la componente dell’energia che svolge lavoro negativo è intimamente contenuta nel generatore di pericolo spontaneamente e si manifesta in modo lento o veloce ma in modo inarrestabile.  Questa componente energetica ovviamente può essere  mitigata solo da un’altra forma di energia che può essere la sua speculare o complementare. In effetti questa forma di energia produce la mitigazione o l’azzeramento di un’altra forma di energia

Definizione di Mitigatori di pericolo

II mitigatore di pericolo è il veicolo tramite il quale si governa l’energia in modo che possa sempre indirizzarsi verso lo scopo del lavoro o del progetto e non produrre danno

Famiglia dei Mitigatori di Pericolo Primari

Enunciato 8- Il mitigatore di pericolo possiede una o più forme di energia, vive esternamente al sistema e deve essere apportato in esso in modo forzato

(da qui la difficoltà del governo dell’energia posseduta da un sistema)

Nella ricerca viene chiarito il ruolo delle energie fisiche ed intellettive
Si scopre il perché i moderni sistemi della Qualità e la moderna formazione hanno cambiato l’organizzazione industriale

La tavola mostra che l’energia Organizzativa e Psichica
governano tutte le energie fisiche

I dettagli della ricerca hanno evidenziato in modo scientifico il valore di quello che é accaduto a livello senza consapevolezza.

Il progetto ha evidenziato una nuova definizione di Pericolo

Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni
(Definizione classica);
Il pericolo è l’insieme di energie incontrollate o non governate legate a un sistema funzionale in grado di recare il danno atteso
(Definizione data dal progetto).

Molto puntuale nella quale scompare il dogma indecifrabile di “Fattore”

Il progetto introduce nuove griglie di Valutazione  e Definizione del Rischio

In alto a destra la classica griglia di valutazione del rischio, ancor oggi in vigore, non dice nulla sulla natura del rischio, dà soltanto dei valori astratti di magnitudine e probabilità che compongono un numero che il solo scopo di dire accettabile o non accettabile, nulla di più.

In basso a destra la griglia che scaturisce dal progetto di ricerca: mostra in modo chiaro il valore di rischio delle 8 energie primarie e dà una lettura quantitativa della natura dei rischi presenti.

In futuro inserirò altri aspetti di questa ricerca scientifica.

 

 

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