I GIUSTI

Giudizio Giusto
Giusti “Celesti” e Giusti “Terrestri
Ernesto Nudo 11 Maggio 2011

Una delle condizioni più serie del mondo teleste, che deriva dalla conoscenza del bene e del male consiste nel fatto che costantemente la vita ci mette in situazioni in cui emettiamo giudizi che riguardano le reazioni agli stimoli ricevuti dalla nostra persona. Scegliamo come vestirci, scegliamo moglie e marito, scegliamo il colore dell’auto. Siamo chiamati a giudicare anche nelle relazioni umane e sociali. Qui le cose si complicano alquanto.

Non abbiamo tutti gli stessi gusti eppure nel caso in cui siamo dei santi degli ultimi giorni, non possiamo giudicare negativamente coloro che per altri percorsi religiosi sono di altre fedi come per esempio buddista o islamica.

Una condizione che mette alla frusta il “Giudicare” si verifica quando per gli immancabili malintesi della vita riceviamo un torto o assistiamo alla consumazione di un torto. In questi casi la prima reazione dell’uomo naturale è di farsi giustizia da sé. Noi però siamo discepoli di Cristo e Santi degli Ultimi Giorni. La nostra visione della vita è quella che viviamo come esseri spirituali e non carnali, quindi desideriamo vivere per criteri enunciati dal maestro nel vangelo.

Il vangelo dice che dobbiamo giudicare con giudizi giusti, tenendo presente che il nostro giudizio ci sarà restaurato integralmente dopo la morte. Per cui a chi è stato misericordioso, misericordia gli sarà data, a chi ha negato il perdono, il perdono darà negato. Questo è il cuore del vangelo. Vivere in modo che ci sia data misericordia dei nostri peccati. Una sola persona può fare ciò ed è il Salvatore Gesù Cristo. Egli è l’unica persona che può aiutarci in quanto solo attraverso di Lui la giustizia eterna non ci reclamerà.

IL GIUSTO TERRESTRE CHIEDE A GRAN VOCE GIUSTIZIA
IL GIUSTO CELESTE SILENZIOSAMENTE PERDONA IL TORTO RICEVUTO

Considerato che spesso viviamo con persone che peccano occorre perdonare per essere perdonati, come spiega molto bene Presidente S. W. Kimball
“Perché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli” (Matteo 6: 14-15). Il Signore considerava queste cose elementi fondamentali. Miracolo del Perdono pag 244
Molti tendono a estendere la linea che separa i principi del vangelo dalle difficoltà della vita quotidiana del giudicare. Pertanto tendono a creare un’area grigia ben larga invece della linea chiara e netta. In questa area grigia queste persone modificano e interpretano i principi del vangelo piegandoli a loro piacimento personale. Come è ancora ben spiegato da Presidente S. W. Kimball.
Henry Ward Beecher ha così espresso questo concetto: “Dire posso perdonare, ma non posso dimenticare, è un altro modo di dire non posso perdonare”. Mi sia permesso aggiungere che colui che non perdona suo fratello con tutto il suo cuore, non è degno di ricevere il sacramento. Miracolo del Perdono pag 245

Il Signore per togliere i suoi santi da questo fuoco del giudicare i peccati degli altri, ha dato in Sion a due soli ruoli del sacerdozio il mantello del giudizio. Vescovi e Presidenti di palo. Sempre Presidente S. W. Kimball ci aiuta e ci invita a riferire le trasgressioni ai dirigenti e poi aiutare il peccatore. Questa è la maniera del Signore

A coloro che vogliono farsi giustizia da soli, vorrei leggere nuovamente la dichiarazione del Signore: “Colui che non perdona a un fratello le sue trasgressioni sta condannato dinanzi al Signore perché ha in sé il più grave peccato” (DeA 64:9). La rivelazione continua: “E voi dovreste dirvi in cuor vostro, che Iddio giudichi fra me e te, e ti ricompensi secondo i tuoi atti” (DeA 64:11). Quando le trasgressioni sono state debitamente riferite ai dirigenti ecclesiastici, l’individuo deve disinteressarsi del caso, e lasciare la responsabilità di ogni provvedimento disciplinare ai dirigenti della Chiesa. Se i dirigenti tollerano il peccato nelle loro file, si assumono una terribile responsabilità e saranno chiamati a renderne conto. Miracolo del Perdono pag 246

La legge del Vangelo, è una legge che ha lo scopo di togliere il peccatore dalle richieste della giustizia eterna, consentendogli l’appello alla misericordia per la redenzione dei suoi peccati, questo si realizza alla sola condizione che il peccatore a sua volta sia simile a colui che ha portato la legge della misericordia Gesù Cristo. Se non fa ciò diviene come il peccatore anzi peggio. Ancora Presidente S. W. Kimball ci aiuta:
Un’altra coppia aveva avuto gravi disaccordi che erano sfociati in un divorzio. La donna aveva riconosciuto la sua colpa d’infedeltà e aveva fatto tutto quanto era in suo potere, tramite il vescovo, di riparare al mal fatto; si era risposata ed aveva iniziato quello che sembrava un matrimonio felice. Il marito, invece, si era estremamente accanito contro di lei e sembrava deciso a farla punire severamente. Egli portò il suo caso da un’autorità all’altra, elencando tutte le debolezze ed i difetti della donna, arricchendoli di dettagli inutili e richiedendo che la Chiesa prendesse azione contro di lei.

Dalle sue labbra uscivano vituperi e terribili calunnie. Egli citava passi delle Scritture; e i manuali di istruzioni della Chiesa; esponeva le linee di condotta e le procedure che la Chiesa doveva usare in questi casi. La vendetta sembrava ossessionarlo. Fu necessario dirgli: “Lei ha fatto tutto il suo dovere, quando ha denunciato le cattive azioni di sua moglie alle autorità competenti. Ora deve disinteressarsi della cosa”. Ed in quanto egli insisteva, alla fine fu necessario dirgli che se non avesse cessato di interferire con il corso della giustizia, si sarebbe dovuto prendere un’azione disciplinare contro di lui. Alcuni trovano che la vendetta è dolce, ma ricordiamoci che il Signore ha detto che la vendetta è Sua. E ripetiamo nuovamente: “Colui che non perdona è peggiore del colpevole”. Miracolo del Perdono pag 246

Infatti il perdono purifica e ci avvicina al nostro Salvatore Gesù Cristo, mentre perdoniamo diveniamo più simili a Lui. Nel libro il miracolo del perdono Presidente S. W. Kimball dice: “Uno degli aspetti più gloriosi del principio del perdono è l’effetto di purificazione e di esaltazione che ha sulla personalità e sul carattere di chi perdona. Qualcuno ha detto con grande saggezza: “Colui che non ha perdonato un torto o un’offesa, non ha ancora provato una delle gioie più sublimi della vita”. Raramente l’anima umana raggiunge altezze di forza e di nobiltà come nei momenti in cui allontana da sé ogni risentimento e perdona gli errori e la cattiveria”. Miracolo del Perdono pag 247

Nel libro di Mormon, Moroni spiega bene a suo figlio la dottrina della restaurazione, sottolineando con esempi semplici ed efficaci la necessita di fare il bene e di lasciare il giudizio solo alle due persone qualificate. Leggiamo nel miracolo del perdono: Le Scritture sono molto severe verso coloro che giudicano senza esserne autorizzati. Il Signore stesso fu molto esplicito:

“Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi” (Matteo 7: 1-2).

Il Signore ci giudicherà con lo stesso metro con il quale giudichiamo. Se siamo duri, non possiamo che aspettarci durezza; se siamo misericordiosi con coloro che ci offendono, Egli lo sarà con noi quando giudicherà i nostri errori; se non perdoniamo, Egli lascerà che noi soffriremo nei nostri peccati. Mentre le Scritture sono esplicite nel dichiarare che l’uomo verrà giudicato con lo stesso metro con il quale ha giudicato i suoi simili, occorre dire che il giudizio non è prerogativa dei membri della Chiesa, ma soltanto delle debite autorità della Chiesa e dello Stato. In ultima analisi, sarà il Signore a giudicare. Il vescovo, nella sua ordinazione a tale ufficio, è creato “giudice in Israele”, per i membri del suo rione, ma non per coloro che non sono sotto la sua giurisdizione. Il presidente del palo nella sua messa a parte viene fatto giudice sui fedeli del palo al quale egli presiede. Una persona che giudica gli altri è portata a giudicare i dirigenti della Chiesa, causando spesso disarmonia e contese nei rioni e nei rami. Ciò che necessita è lo spirito del perdono, non quello del giudizio – perdono e comprensione. Se coloro che sembrano turbati dalle azioni dei loro dirigenti si rivolgessero al Signore con cuore sincero e dicessero costantemente: “Sia fatta la Tua volontà” e, ancora: “Padre guidami e io accetterò tutto”, il loro atteggiamento cambierebbe ed essi ritroverebbero la felicità e la pace. Le persone che sono portate a giudicare il prossimo dovrebbero leggere e rileggere queste parole di Paolo ai Romani:

“Perciò o uomo, chiunque tu sii che giudichi, sei inescusabile; poiché nel giudicare gli altri, tu condanni te stesso; perché tu che giudichi, fai le medesime cose. Or noi sappiamo che il giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. E pensi tu, o uomo che giudichi quelli che fanno tali cose e le fai tu stesso, di scampare al giudizio di Dio?” (Romani 2: 1-3).
Miracolo del Perdono pag 249

COMPORTARSI DA GIUSTO POTREBBE ESSERE UNA TRAPPOLA

CI SONO GIUSTI CELESTI
E GIUSTI TERRESTRI

In questa discussione non può mancare la distinzione che il Vangelo fa dei “Giusti” I giusti sono divisi in due grandi categorie che ereditano regni di gloria diversi.

“Regno Celeste” luogo dove andranno i giusti resi perfetti dal Cristo;
“Regno Terrestre” luogo dove andranno i giusti non resi perfetti dal Cristo

GIUSTI CELESTI

D&A sez 76:50  E di nuovo portiamo testimonianza poiché vedemmo e udimmo, e questa è la testimonianza del vangelo di Cristo riguardo a coloro che risorgeranno nella risurrezione dei giusti — 51  Sono coloro che accettarono la testimonianza di Gesù e credettero nel suo nome, e furono battezzati alla maniera della sua sepoltura, essendo sepolti nell’acqua nel suo nome, e ciò secondo il comandamento che egli ha dato — 52  Affinché, rispettando i comandamenti, fossero lavati e purificati da tutti i loro peccati e ricevessero lo Spirito Santo mediante l’imposizione della mani da parte di colui che è ordinato e suggellato a questo potere.53  E che vincono mediante la fede, e sono suggellato mediante il Santo Spirito di promessa, che il Padre riversa su tutti coloro che sono giusti e fedeli.54  Sono coloro che sono la chiesa del Primogenito.55  Sono coloro nelle cui mani il Padre ha dato ogni cosa.56  Sono coloro che sono sacerdoti e re, che hanno ricevuto la sua pienezza e la sua gloria;57  E sono sacerdoti dell’Altissimo, secondo l’ordine di Melchisedec, che era secondo l’ordine di Enoc, che era secondo l’ordine del Figlio Unigenito.58  Pertanto, come sta scritto, essi sono dei, sì, i figli di Dio.

GIUSTI TERRESTRI 

 

D&A sez 76:71 E ancora, noi vedemmo il mondo terrestre; ed ecco, questi sono coloro che appartengono al terrestre, la cui gloria differisce da quella della chiesa del Primogenito, che ha ricevuto la pienezza del Padre, proprio come quella della luna differisce dal sole nel firmamento. 72 Ecco, questi sono coloro che morirono senza legge; 73 Ed anche coloro che sono gli spiriti degli uomini tenuti in prigione, che il Figlio visitò e ai quali predicò il vangelo, affinché fossero giudicati come gli uomini nella carne; 74 Che non accolsero la testimonianza di Gesù nella carne, ma l’accolsero in seguito. 75 Questi sono coloro che sono gli uomini onorevoli della terra, che furono accecati dall’astuzia degli uomini. 76 Questi sono coloro che ricevono la sua gloria, ma non la sua pienezza. 77 Questi sono coloro che ricevono la presenza del Figlio, ma non la pienezza del Padre. 78 Pertanto, essi sono corpi terrestri e non corpi celesti, e differiscono in gloria come la luna differisce dal sole. 79 Questi sono coloro che non sono coraggiosi nella testimonianza di Gesù; pertanto, non ottengono la corona del regno del nostro Dio.

Sì, per essere nel giusto (CELESTE) noi dobbiamo perdonare, e dobbiamo farlo anche se il nostro antagonista non si è pentito, anche se la sua trasformazione non è sincera o anche se egli non ci chiede il perdono. Noi dobbiamo seguire gli insegnamenti del Maestro che disse: “E voi dovreste dirvi in cuor vostro – che Iddio giudichi fra me e te, e ti ricompensi secondo i tuoi atti” (DeA 64:11). Ma spesso gli uomini non sono disposti a lasciare la vendetta al Signore, forse temendo che Egli possa essere troppo misericordioso e certamente meno severo di quanto il caso richieda.  Miracolo del Perdono pag 262

 

Alla fine abbiamo il compito di parlare dell’esercizio sublime di essere simili al Cristo nel Getsamane. Nessun uomo raccoglierà l’onore più grande di poter dire “anche io, a causa delle prove che tu mia hai dato sono stato nel mio Getsemane ed ho sofferto proprio come te ed ho vinto, la mia natura spirituale ha vinto quella carnale.

Dottrina e alleanze sezione 64: 9 Pertanto, io vi dico che dovete perdonarvi l’un l’altro; poiché colui che non perdona al suo fratello le sue trasgressioni sta condannato dinnanzi al Signore, poiché resta in lui il peccato più grave.10 Io, il Signore, perdonerò chi vorrò perdonare, ma a voi è richiesto di perdonare tutti.

Quando leggo questa dichiarazione del Salvatore mi commuovo, ogni fibra del mio essere trema perché sento di essere dentro il cuore del Vangelo, nella sua parte più sacra, quella che mi aiuta a divenire un discepolo e non un semplice seguace. Sembra che in questa espressione il maestro sia categorico. Egli parla con il potere di un Dio, mentre noi siamo ancora imperfetti. Allora leggiamo con più attenzione questa dichiarazione. Troveremo con l’aiuto dello Spirito Santo che non è dura ma in essa traspare la mansuetudine del maestro. Aggiungo la sua massima mansuetudine. Proviamo a leggere la dichiarazione con l’aiuto dello Spirito, essa diviene, senza cambiare di significato:

D&A 64:9 Pertanto, io vi dico che dovete perdonarvi l’un l’altro; come vi ho dato l’esempio Io stesso nel Getsemane, quando ho sofferto anche per quelli che erano nel peccato, perdonatevi, poiché colui che non perdona al suo fratello le sue trasgressioni sta condannato dinnanzi al Signore perche non ha fatto come ho fatto io, poiché resta in lui il peccato più grave.(corsivo dell’autore)

Resta chiaro il fatto che colui che perdona, ha vinto, conosce meglio il Salvatore e comprende meglio il mistero dell’espiazione. Chi perdona (in modo totale e sincero e non con ipocrisia) si avvicina così tanto al Cristo da sperare che Egli lo renda perfetto, ovvero, gli permetta di entrare nel regno celeste. Noi entriamo nel regno Celeste “attraverso Cristo”.

 

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